mercoledì 22 novembre 2017

Un brindisi lungo 50 anni con Romagna Sangiovese & Albana

Un brindisi lungo 50 anni con Romagna Sangiovese & Albana

Un evento per celebrare l'importante anniversario dei due vini simbolo dell'enologia romagnola

Il 2017 enologico della Romagna sarà ricordato anche per un importante triplo anniversario: 50 anni della Doc del Romagna Sangiovese e del Romagna Albana e i 30 anni della Docg Albana. Un traguardo importante per i due vitigni più rappresentativi della tradizione enologica romagnola, che è stato l'oggetto nei giorni scorsi di un evento conviviale organizzato dal Consorzio Vini di Romagna, in collaborazione con Enoteca Regionale Emilia Romagna.

All'evento, ospitato all'azienda Palazzona di Maggio di Ozzano dell'Emilia (Bo), hanno partecipato i rappresentanti di tutti i Consorzi di Tutela emiliano romagnoli, i produttori e tanti giornalisti italiani e stranieri della stampa specializzata chiamati a diffondere ancora di più la conoscenza di questi vini/vitigni ben oltre i confini territoriali.

Il Consorzio vini di Romagna è stato costituito nel 1962 col nome di "Consorzio per la difesa dei vini tipici romagnoli e denominazione d'origine" anche se, a quell'epoca, la regione non aveva ancora vini a denominazione d'origine. La prima Doc arrivò 5 anni dopo, nel luglio 1967, ed ha riconosciuto il Sangiovese di Romagna come il quindicesimo vino in Italia a ottenere la denominazione e primo in Emilia Romagna. Sempre nello stesso mese dello stesso anno, a distanza di qualche giorno, fu riconosciuta la Doc l'Albana di Romagna. Dopo 20 anni, nel 1987, l'Albana di Romagna ha poi ottenuto la Docg, prima denominazione controllata e garantita per un vino bianco in Italia. Nel 2011, anche per una maggior tutela dei prodotti, sono state poi unificate le varie denominazioni sotto quella unica di Romagna DOC per dare un'identità al patrimonio vinicolo locale e si sono aggiunte anche le menzioni geografiche con 12 sottozone.

 «Aver ottenuto, e poi migliorato, le Denominazioni d'Origine per i nostri vini è stato una leva importantissima perché l'enologia della Romagna, e della Regione tutta grazie alle altre Doc, cambiasse notevolmente le proprie abitudini e crescesse gradualmente in qualità – sottolinea Giordano Zinzani, Presidente con Consorzio Vini di Romagna - Le denominazioni, infatti, hanno aiutato a migliorare la conduzione dei vigneti e in cantina e, a distanza di 50 anni, sono evidenti le differenze rispetto ad allora. Oggi vantiamo un'enologia più moderna, più vocata all'esportazione e che, pur mantenendo le radici salde alla tradizione e al territorio, si evolve in modo costante».

 

www.consorziovinidiromagna.it

 

 

Ufficio stampa Consorzio Vini di Romagna:

P&P di Pierluigi Papi, tel. 338 3648766 pep@agenziastampa.ra.it

--   Pierluigi Papi  addetto stampa free lance    via della Costituzione 1/d  48012 Bagnacavallo (RA)  tel. 338 3648766  fax aut 02700414712  info@pierluigipapi.com  ppapi@racine.ra.it  skype pierluigi.papi    P.IVA 02317280390  CF PPAPLG71B11H199W  

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lunedì 20 novembre 2017

4 gli imolesi proclamati i nuovi Ambasciatori del vino emiliano romagnolo

4 gli imolesi proclamati i nuovi Ambasciatori del vino emiliano romagnolo

La premiazione di "Carta Canta" è avvenuta nell'ambito di Enologica 2017

 

«Questo progetto, avviato nel 2016, ha l'obiettivo di premiare coloro che in assoluto hanno la carta dei vini migliore, che rappresenta al meglio la regione Emilia Romagna secondo criteri quali territorialità, capacità di rappresentare il territorio e l'enologia regionale in modo compiuto, assortimento, quantità, qualità ed equilibrio». Così Ambrogio Manzi, Direttore di Enoteca Regionale Emilia Romagna ha introdotto l'edizione 2017 di Carta Canta, le cui premiazioni si sono svolte a Bologna nell'ambito di Enologica, il Salone del vino e del prodotto tipico dell'Emilia Romagna.

 

"Carta Canta", l'iniziativa di Enoteca Regionale Emilia Romagna, realizzata in collaborazione con Federazione Italiana Pubblici Esercenti Emilia-Romagna (FIPE), mira ad avvalorare e riconoscere l'impegno di chi crede nella tipicità del territorio e arricchisce la propria carta dei vini con specialità della regione. "Carta Canta", infatti, premia le carte dei vini di ristoranti, enoteche, bar, agriturismi, stabilimenti balneari e hotel situati in regione, in Italia o all'estero che propongono un assortimento qualificato di vini dell'Emilia Romagna. Per l'edizione 2017 sono stati selezionati circa 1.600 locali, fra i quali la giuria ha scelto una cinquantina di finalisti che sono stati premiati a Bologna, diventando i nuovi "Ambasciatore dei vini dell'Emilia Romagna".

 

«Non si tratta solamente di premiare il numero dei vini presenti in carta, ma anche le scelte, il lavoro di ricerca, la sensibilità e la capacità di una lettura originale dei territori. La carta dei vini è una narrazione a tutti gli effetti, una prima linea del racconto del vino dell'Emilia Romagna. militante e spesso sognatrice!», chiarisce Giorgio Melandri, curatore di Enologica.

 

Una giuria composta, oltre che da Manzi e Melandri, da: Pietro Roberto Giorgini, Presidente AIS Romagna, Leila Salimbeni, giornalista e scrittrice enogastronomica, Valter Bighini, enologo e vice presidente Assoenologi Sezione Romagna, Marco Tonelli, giornalista e membro del comitato tecnico BIWA, Sandro Cavicchioli, Enologo e Produttore, Stanislava Hubinkova, Brand Marketing Manager di Gruppo Italiano Vini – Cavicchioli, Angelo Malossi, Presidente FIPE Federazione Italiana Pubblici Esercizi di Cesena, Matteo Fantinelli e Valentina Togni, Hoop Communication - Segreteria Organizzativa del Premio Carta Canta 2017.

 

Carta Canta 2017 è sostenuta da Caviro, Gruppo Cevico, Cantine Riunite & Civ, Cleto Chiarli e con il sostegno di Medici Ermete, Enio Ottaviani, Cavicchioli, Terre di Fiume, Cantina di Carpi & Sorbara, Le Rocche Malatestiane, Albinea Canali, Romio.

 

4. Miglior Carta Ristoranti

Osteria del Vicolo Nuovo da Ambra e Rosa, Imola, BO

Motivazione: "varietà e completezza. Bene la proposta di Lambrusco. Buona la scelta di vini dolci romagnoli. Corretti i ricarichi".

Osteria del Teatro, Imola, BO

Motivazione: "Emilia Romagna ben rappresentate. Interessante l'identificazione dei territori di origine con mappa dedicata".

Hostaria 900, Imola, BO

Motivazione: "Bell'assortimento di bianchi e rossi regionali. Apprezzati l'indicazione delle annate e il focus storico sul Sangiovese".

 

7. Premio Assortimento Annate Storiche

San Domenico di Imola, BO
Motivazione: "per l'eccezionale proposta di vini, la perfetta conservazione e il servizio svolto da Francesco Cioria".

 


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Molti ravennati proclamati nuovi Ambasciatori del vino emiliano romagnolo. La premiazione di “Carta Canta” è avvenuta nell’ambito di Enologica 2017

Molti ravennati proclamati nuovi Ambasciatori del vino emiliano romagnolo

La premiazione di "Carta Canta" è avvenuta nell'ambito di Enologica 2017


«Questo progetto, avviato nel 2016, ha l'obiettivo di premiare coloro che in assoluto hanno la carta dei vini migliore, che rappresenta al meglio la regione Emilia Romagna secondo criteri quali territorialità, capacità di rappresentare il territorio e l'enologia regionale in modo compiuto, assortimento, quantità, qualità ed equilibrio». Così Ambrogio Manzi, Direttore di Enoteca Regionale Emilia Romagna ha introdotto l'edizione 2017 di Carta Canta, le cui premiazioni si sono svolte a Bologna nell'ambito di Enologica, il Salone del vino e del prodotto tipico dell'Emilia Romagna.

 

"Carta Canta", l'iniziativa di Enoteca Regionale Emilia Romagna, realizzata in collaborazione con Federazione Italiana Pubblici Esercenti Emilia-Romagna (FIPE), mira ad avvalorare e riconoscere l'impegno di chi crede nella tipicità del territorio e arricchisce la propria carta dei vini con specialità della regione. "Carta Canta", infatti, premia le carte dei vini di ristoranti, enoteche, bar, agriturismi, stabilimenti balneari e hotel situati in regione, in Italia o all'estero che propongono un assortimento qualificato di vini dell'Emilia Romagna. Per l'edizione 2017 sono stati selezionati circa 1.600 locali, fra i quali la giuria ha scelto una cinquantina di finalisti che sono stati premiati a Bologna, diventando i nuovi "Ambasciatore dei vini dell'Emilia Romagna".

 

«Non si tratta solamente di premiare il numero dei vini presenti in carta, ma anche le scelte, il lavoro di ricerca, la sensibilità e la capacità di una lettura originale dei territori. La carta dei vini è una narrazione a tutti gli effetti, una prima linea del racconto del vino dell'Emilia Romagna. militante e spesso sognatrice!», chiarisce Giorgio Melandri, curatore di Enologica.

 

Una giuria composta, oltre che da Manzi e Melandri, da: Pietro Roberto Giorgini, Presidente AIS Romagna, Leila Salimbeni, giornalista e scrittrice enogastronomica, Valter Bighini, enologo e vice presidente Assoenologi Sezione Romagna, Marco Tonelli, giornalista e membro del comitato tecnico BIWA, Sandro Cavicchioli, Enologo e Produttore, Stanislava Hubinkova, Brand Marketing Manager di Gruppo Italiano Vini – Cavicchioli, Angelo Malossi, Presidente FIPE Federazione Italiana Pubblici Esercizi di Cesena, Matteo Fantinelli e Valentina Togni, Hoop Communication - Segreteria Organizzativa del Premio Carta Canta 2017.

 

Carta Canta 2017 è sostenuta da Caviro, Gruppo Cevico, Cantine Riunite & Civ, Cleto Chiarli e con il sostegno di Medici Ermete, Enio Ottaviani, Cavicchioli, Terre di Fiume, Cantina di Carpi & Sorbara, Le Rocche Malatestiane, Albinea Canali, Romio.

 

Ufficio Stampa Enoteca Regionale Emilia Romagna:

Pierluigi Papi – cel. 338 3648766 – e-mail: pep@agenziastampa.ra.it

 

 2. Premio Narratore (su proposta della giuria)

Alessandro Fanelli Ristorante Felix di Milano Marittima e Officine del Sale, Cervia
Motivazione: "per l'entusiasmo con cui propone i vini direttamente ai tavoli dei clienti".

Gian Carlo Mondini, AIS Romagna
Motivazione: "per una vita passata a promuovere i vini della regione con la forza di una conoscenza straordinaria".

 

4. Miglior Carta Ristoranti, Osterie e Trattorie

La Baita, Faenza, RA

Motivazione: "grande varietà, scelte sempre nuove, prezzi corretti, lettura della Romagna formidabile e divisa per territori. Bella l'attività di scouting".

La Voglia Matta, FUSIGNANO, RA

Motivazione: "una carta completa, con belle scelte artigianali. C'è tutta la regione, sono segnalati i vini biologici, anche i vitigni minori. Sfida per la prossima carta dei vini: la divisione per territori".

 

5. Miglior Carta Hotel

Ala d'Oro, Lugo, RA
Motivazione: "grande sensibilità verso il territorio e la tradizione regionale. Proposta di vini essenziale ma curata".

 

10. Miglior proposta Focus Territorio

La Grotta di Brisighella, RA
Motivazione: "carta leggibile, segnala i vini premiati, selezione personale buona, sono presenti i vitigni minori come il Centesimino. Bella la scelta delle piccole aziende del faentino".

Cantina del Bonsignore, Brisighella, RA
Motivazione: "carta ricca di vini del territorio, piccole aziende e classici. Vini bio, biodinamici e anche qualche vecchia annata. Valle del Lamone al completo".

Osteria del Boccaccio, Sant'agata Sul Santerno, RA
Motivazione: "Nella bassa ravennate una bellissima scelta di vini romagnoli con attenzione a piccole aziende e vitigni minori. Bene anche la presenza di aziende bio. Camino in sala bonus".

Felix, Milano Marittima, RA

Motivazione: "Carta originale, essenziale e di facile consultazione, che valorizza le cantine selezionate con loghi in evidenza".
Ristorante Trattoria Manueli, Faenza RA

Motivazione: "bella scelta, molti vini del territorio, offerta di sfuso di qualità, ricarichi corretti. Mancano le annate, ma sono sempre disponibili anche a servire al calice".

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venerdì 17 novembre 2017

Il Premio Letterario Serantini al ravennate Paolo Casadio. Domenica 19 novembre a Cesena la cerimonia pubblica di conferimento



Il Premio Letterario Serantini al ravennate Paolo Casadio

Domenica 19 novembre a Cesena la cerimonia pubblica di conferimento

 

Domenica 19 novembre alle ore 10 a Cesena (Villa Silvia-Carducci in via Lizzano, 1241) si svolgerà la cerimonia pubblica della XVI Edizione del Premio Letterario Serantini, premio biennale conferito, grazie al sostegno della Fondazione Serantini, a un romanzo di "ispirazione romagnola". A ricevere il riconoscimento sarà il ravennate Paolo Casadio per "La quarta estate", edito da Piemme-Mondadori.

 L'appuntamento rientra nell'ambito della 271esima tornata del Tribunato di Romagna, l'Associazione (fondata nel 1967 su impulso di Alteo Dolcini e del giornalista Max David) che ha per scopo l'affermazione e la salvaguardia del patrimonio culturale e delle tradizioni romagnole, nonché la valorizzazione dei prodotti tipici del territorio.

Dopo i saluti del Primo Tribuno, Franco Albertini, e dell'Assessore alla Cultura del Comune di Cesena, Cristian Castorri, la giornalista e scrittrice Letizia Magnani introdurrà la premiazione facendo un ricordo di Francesco Serantini, scrittore romagnolo nato a Castel Bolognese nel 1889 e deceduto a Faenza nel 1978. Sarà Paolo Meldini, Presidente della Giuria, assieme a Isabella e Viola Serantini, a conferire il premio a Paolo Casadio.

Ad allietare l'appuntamento ci sarà anche l'intrattenimento "canoro-romagnolo" a cura di Celeste e Matilde Pirazzini.

Nato a Ravenna nel 1955, figlio di una generazione cui i genitori non insegnavano il dialetto, Paolo Casadio s'interessa da anni alla lingua e ai racconti della sua terra. Esordisce come coautore con il romanzo Alan Sagrot (Il Maestrale, 2012). "La quarta estate", ambientato a Marina di Ravenna nel 1943, è il suo primo romanzo come autore singolo.

 "La quarta estate". L'estate che cambierà per sempre la sua vita, quella del 1943, inizia con un lungo viaggio, dal Garda, dov'è nata e cresciuta, a Marina di Ravenna, dove per tre mesi dovrà esercitare la sua professione; sola, per la prima volta. Sa che spostarsi è pericoloso, ma il suo lago è divenuto ormai troppo stretto e ha bisogno di andarsene per dimostrare a se stessa, più che agli altri, chi desidera diventare. Un medico. Una donna. Entrambe le cose.

Ma anche così lontano da casa, il pregiudizio l'ha seguita. Quando compare sulla soglia del sanatorio, infatti, le infermiere, le suore, comprendono che, a dispetto del suo nome, Andrea Zanardelli non è il dottore che si aspettavano. C'è stato un errore, a cui però è impossibile porre rimedio. Unico rimprovero, il loro sguardo muto e sorpreso. Comincia quindi nel silenzio quell'estate. Un silenzio spezzato solo dall'inquieto moto delle onde del mare che Andrea non ha mai visto e dalle grida dei bambini che deve curare. Un silenzio lontano anni luce dalla guerra, dalla fine delle illusioni imperiali, dai proclami gridati, dalle divise e dai morti.

Ma che non durerà a lungo. Perché quell'estate segnerà una svolta per la storia del Paese e per la sua vita. E non sarà più possibile tornare indietro.

 www.tribunatodiromagna.it

 Ufficio stampa Tribunato di Romagna: Pierluigi Papi, tel. 338 3648766  info@pierluigipapi.com

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